
..dato che quelli che si chiamano anni 80 che vanno dalla fine dei 70 fino a prolungarsi nell'agonia della metà degli anni novanta rappresentano l'infanzia di un uomo che oggi lo ricorda, magari lo ha vissuto o magari ne ha sentito parlare.. ma nessuno, neanche i protagonisti potranno mai far intendere alla massa cosa sono gli anni 80.. è come voler descrivere un brunello di montalcino.. è come voler spiegare una poesia di Montale, che senso ha?
L'importante è che si provino delle sensazioni più o meno intense e che ognuno si identifichi dietro una singola parola, un opera intera.. che sò, il Mon Ciccì, un paio di Converse.. un disco, una canzone.
Cosa importa sapere cosa pensava Ian Curtis, credete che lui lo sapesse? Perchè Robert Smith non riesce ad essere più come prima? Perchè neanche lui potrebbe descrivere cosa c'era.. una droga, un gas.. forse solo un emotività diversa.. non sò!
C'erano i Dark: creature inquiete..abiti neri.. fascianti, calze a rete, lattice, borchie, stivali.. visi pallidi, trucco pesante che evidenzia gli occhi.. gli occhi che scrutano il lato oscuro dell'anima umana e della stessa vita.
Musicalmente il recupero, l'analisi e l'assemblaggio dei più disparati generi musicali (dal progressive al garage, dal rock'n'roll al soul, dalla psichedelia al rhythm and blues, dall'hard al funky) rielaborati in una sintesi che è cosa nuova rispetto al passato per gusto, sensibilità e prospettiva storica.. in una parola, la cifra stilistica del dark è un romanticismo sì minimale e oscuro, ma quanto mai ricco di tensione emotiva.
Non so con esattezza cosa è rimasto di quei tricologicamente sconnessi anni '80..
..so però che nel Cantico dei Cantici, solo per valore umanitario, dovrebbero aggiungerci
-beati coloro che amano gli anni 80,
perchè non sapranno mai nulla del passato,
sapranno poco del presente e nell' attesa che in futuro si ripresenti il passato,
forse l'unica cosa che vi rincuorerà è la nostalgia-
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