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venerdì 17 giugno 2011

TUXEDOMOON - Loneliness

Il tempio della new wave è senza dubbio un locale di New York, il CBGB's.. ma è soprattutto San Francisco, California, il laboratorio più fertile di questa nuova scena sonora.

E' qui, infatti, che si consumano gli esperimenti di una band tanto criptica quanto rivoluzionaria: i TUXEDOMOON, una delle formazioni più originali, e meno rock, della new wave, eredi naturali dell'incompresa missione degli United States of America.

Sono indubbiamente quelli che hanno un riscontro di pubblico superiore, e non perché portavoci di una ricetta musicale "popolare", quanto, piuttosto, perché contrassegnati da una maggiore visibilità, dovuta soprattutto ai loro spettacoli, in cui mescolano cabaret espressionista, romanticismo di chiara ascendenza "mitteleuropea" e brandelli di futurismo umanoide.

Con loro, le forme della musica classica si piegano a raccogliere gli scempi psicologici dell'evo industriale, coniando un genere fortemente caratterizzato ed innovativo.

I loro concerti assomigliano sempre più a dei veri e propri spettacoli multimediali.. molto spesso i loro show terrorizzano: probabilmente perché alcuni dei loro brani sono costruiti utilizzando il cosiddetto "tritono", un intervallo di quarta eccedente, bandito nella Chiesa del Medioevo perché ritenuto essere "la musica del Diavolo". Tuttavia, la band se ne serve esclusivamente per ottenere nel pubblico un effetto catartico e liberatorio. Nel loro multiforme album "Half-Mute" , i Tuxedommon di Steve Brown raggiungono uno dei traguardi più ambiziosi del periodo riuscendo a spaziare con disinvoltura dal pop alla musica da camera.. la loro leggenda è (quasi) tutta racchiusa in quei solchi.

Atmosfere sommesse, drum machine a morto, basso complicato ma ripetitivo, arrangiamento di tromba e voce depressa in tonalità Ian Curtis: è LONELINESS

Una piccola perla di depressione paranoica.. la paranoia metallica, le campane e i rumori elettronici di "James Whale" (un omaggio al regista di "Frankenstein"). Un pazzo violino entra piano da lontano, interpretando una melodia monotona e senza senso. Un brano davvero senza senso, sebbene dall’estremo effetto gotico. Infatti, chi era James Whale? Uno dei più importanti registi di cinema gotico, realizzatore di alcuni tra i capolavori del genere negli anni 30.. come a sottolineare l’appartenenza ad un genere e ad un’etichetta, anche se qui in America l’etichetta ancora non esiste e le cose migliori sono ancora (quasi) tutte da inventare e da scoprire. LORO SONO il gotico americano, gli altri devono adeguarsi.

Ecco che arriva la solitudine, ecco che arriva la vostra storia.

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